Service L’Affido

L'Affido

TEMA DI STUDIO NAZIONALE 2021-2022

DESCRIZIONE

Più Lions uniti per far conoscere l’affido

Più minori felici accolti in famiglia con affetto e con amore

Quest’anno i Lions di tutta Italia parleranno di affido, facendolo conoscere, sensibilizzando le potenziali famiglie affidatarie, promuovendo il dialogo tra le parti coinvolte.

PERCHE’ PROPRIO L’AFFIDO?

I giovani sono il nostro futuro e dar loro una chance significa dare una chance all’Umanità intera.

Prendersi cura di loro significa lottare per una società più equa e investire in un domani migliore.

Gli scopi e l’etica Lionistica parlano chiaramente di partecipazione attiva al benessere civico, culturale, sociale e morale della comunità, in modo solidale ed empatico verso chiunque ne abbia bisogno.

Se essere Lions è accogliere e dedicarsi al prossimo, è essere presenti lì dove c’è bisogno, chi più di un minore indifeso ha bisogno di qualcuno che accorra al suo grido di aiuto, soprattutto se chiede solo un po’ di amore, di serenità e il calore di una famiglia?

Noi che abbiamo a cuore la società in cui viviamo non possiamo tirarci indietro di fronte alle diseguaglianze sociali, anzi, dobbiamo batterci affinché tutti i bambini possano avere uguali opportunità.

 

COS’È L’AFFIDO E PERCHÉ ESISTE?

L’istituto dell’affido ha un lungo percorso: esso nasce, nell’ordinamento italiano, con la legge n. 184 del 1983 che è stata modificata dalla Legge n. 149 del 2001.

Tali concetti fanno parte di un sentire internazionale che ha trovato fondamento nell’approvazione, da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, della Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia avvenuta in data 20 novembre 1989.

L’articolo 3 della Convenzione Internazionale stabilisce che “tutte le azioni riguardanti i bambini, se avviate da istituzioni di assistenza sociale, privata o pubblica, da tribunali, autorità amministrative devono tutelare i maggiori interessi dei bambini”.

Poiché non sempre le famiglie riescono a prendersi cura dei propri figli, con la legge n.184/1983   il legislatore ha istituito questa misura temporanea, della durata massima di due anni, eventualmente prorogabile in base alle necessità del minore in base alla quale chiunque – famiglie, coppie anche conviventi, single – senza vincoli di età se non l’avere compiuto diciotto anni, può prendersi cura di un minore, la cui famiglia stia attraversando un periodo di difficoltà che impedisca l’accudimento del minore   in questione.

Chi desidera offrire la propria disponibilità ad accogliere attraverso l’affido familiare deve rivolgersi ai servizi sociali del proprio territorio, che – attraverso una serie di incontri e colloqui – valutano l’idoneità dei richiedenti. Se l’iter ha esito favorevole, gli aspiranti affidatari vengono inseriti all’interno di un apposito albo ufficiale, in attesa dell’affidamento.

Il compito fondamentale degli affidatari è quello di dare un aiuto al minore la cui famiglia stia attraversando un periodo di difficoltà, contribuendo a educarlo, infondergli serenità e affetto, permettendogli di crescere quanto più serenamente possibile.

In base alla disponibilità e alle necessità delle famiglie da aiutare, l’affido può riguardare solo alcune ore al giorno, alcuni periodi dell’anno o essere a tempo pieno, in base a quanto stabilito dai i servizi sociali e/o dal Tribunale per i Minorenni.

L’affido può essere di tipo residenziale quando il minore vive in modo stabile presso l’affidatario, di tipo temporaneo qualora trascorra con lo stesso alcuni giorni della settimana, di tipo diurno quando il minore spende con l’affidatario parte della giornata.

In quest’ultimo periodo si è sviluppato l’affido educativo-culturale che ha la peculiarità di offrire al minore degli stimoli basati sull’offerta culturale e formativa tramite visite a mostre, musei, pinacoteche, biblioteche, cinema e teatri sotto la supervisione dell’affidatario, che deve previamente coordinarsi con gli operatori sociali.

Il minore è sempre il protagonista attorno al quale ruota il progetto di affidamento con la precisazione che la famiglia di origine non va mai fatta dimenticare dal bambino, dovendo sempre risultare il suo primo ed immediato riferimento: è pertanto necessario che ci sia un rapporto di stima e di fiducia tra l’affidatario e la famiglia stessa di origine.

L’affido si realizza tramite una operazione di coordinamento che coinvolge il Comune ed il Centro affidi che elaborano un progetto che viene successivamente valutato dal Giudice tutelare, che ne determina la immediata esecutività.

Pure essendo sicuramente preferibile che i vari soggetti interessati cooperino tra di loro qualora la famiglia di origine si opponga all’attivazione delle procedure prodromiche all’affido, ciò non può costituire ostacolo all’attuazione del progetto in quanto, in tale ipotesi, interviene il Tribunale per i Minorenni.

Gli affidatari possono ricevere diverse agevolazioni sia a livello fiscale che sanitario da concordare con gli enti pubblici addetti.

La particolarità dell’affido è che la legge prevede continuità nei rapporti tra il minore e la famiglia d’origine; anzi, il legame deve essere stimolato e promosso dalla famiglia affidataria; tranne che non si verifichino gravi situazioni, diversamente trattate e per le quali intervengono tutori, giudici tutelari e anche, se necessario, Tribunali per i Minorenni.

L’affido mette al centro il minore e si pone come obiettivo il perseguimento di un maggiore equilibrio sociale. Una società più equa è una società che funziona.

 

CHE OBIETTIVI CI PONIAMO COME LIONS, IN MERITO ALL’AFFIDO?

L’istituto dell’affido è poco conosciuto, spesso confuso con le adozioni e mal raccontato all’opinione pubblica, è però di fondamentale importanza per il benessere dei bambini.

Se in tutta Italia promuoveremo l’affido in maniera chiara e uniforme, tramite mass media e incontri costruttivi con la cittadinanza, in stretta collaborazione con chi da anni si occupa dell’argomento, più persone conosceranno questa misura e potranno intraprendere un percorso per diventare famiglie affidatarie, scopriranno la bellezza di donare il proprio supporto ai bambini in difficoltà familiari.

È fondamentale intraprendere questo percorso insieme a chi si occupa quotidianamente di affido ed ha una competenza esclusiva di cui non si può fare a meno, così da identificare azioni comuni e realizzare concretamente un miglioramento nella vita dei minori indifesi e delle loro famiglie.

 

 

COSA POSSIAMO FARE NEL CONCRETO?

Nell’opera di divulgazione è fondamentale operare in sinergia con gli operatori del settore, per affrontare l’argomento con competenza, individuare le migliori strategie e fornire al pubblico interessato informazioni concrete ed efficaci.

Di grande importanza l’impegno sul fronte mediatico: spot di presentazione dell’affido, locandine, brochure da distribuire nei luoghi ad alta fruizione, social media e soprattutto incontri aperti alla cittadinanza per offrire un luogo di confronto e dialogo.

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