SAN PIETRO VERNOTICO – Una giornata destinata a lasciare un segno profondo nella vita associativa e nelle relazioni tra comunità si è svolta sabato 12 settembre con la sottoscrizione del Patto di Amicizia tra il Lions Club San Pietro Vernotico e il Lions Club Galatina Galatone e Terre dell’Asso. Un accordo che nasce dalla volontà condivisa di consolidare rapporti di amicizia, collaborazione e servizio tra due territori accomunati da radici storiche, culturali, religiose ed economiche particolarmente significative.

L’iniziativa rappresenta il naturale approdo di un percorso di collaborazione tra i due clubs, infatti da oltre due anni, durante la presidenza di Angelo Palma a S. Pietro V.co ed Eugenio Gioffreda Chetta a Galatina Galatone, è iniziata una collaborazione spontanea, come spesso accade tra clubs Lions, che è proseguita nel successivo anno, con Nicola Saponaro e Andrea Santo Sabato e prosegue tutt’ora. I presidenti in carica Mino Stefanelli e Antonio Piri, hanno suggellato il patto per ufficializzare l’amicizia e rafforzare ulteriormente la collaborazione.

Gli intenti tra i due Club evidenziano la comune devozione verso i Santi Pietro e Paolo, il patrimonio culturale condiviso e la tradizione vitivinicola dei rispettivi territori costituiscano solide fondamenta sulle quali costruire un rapporto stabile e duraturo fondato sui valori del Lionismo internazionale.

La giornata ha preso avvio nel cuore del centro storico di San Pietro Vernotico con il ritrovo dei soci e degli ospiti in Piazza del Popolo. Da qui è partito un articolato percorso culturale finalizzato a far conoscere ai visitatori provenienti da Galatina e Galatone alcuni dei luoghi più rappresentativi della storia e dell’identità sampietrana.

La prima tappa di particolare rilievo è stata la visita al Museo dedicato a Domenico Modugno, autentico simbolo della cultura locale e custode della memoria di una delle personalità artistiche più importanti del Novecento italiano. Ad accompagnare il gruppo è stato il sig. Cosimo Modugno, nipote del celebre cantante, che ha illustrato documenti, cimeli e testimonianze legate alla vita dell’artista partendo da San Pietro Vernotico, raccontandone il percorso umano e professionale e sottolineandone il forte legame con il territorio di origine. La visita ha consentito ai partecipanti di riscoprire il patrimonio culturale legato alla figura di colui che contribuì a diffondere l’immagine della Puglia nel mondo attraverso la sua straordinaria carriera artistica.

Particolarmente apprezzata è stata anche la visita alla Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta, monumento simbolo della comunità sampietrana. Qui Mons. Antonio Montinaro, vicario ed economo della curia di Lecce, ha guidato i presenti in un interessante viaggio attraverso la storia religiosa e civile della città nonché il culto per Santi patroni Pietro e Paolo, illustrando gli aspetti architettonici, artistici e spirituali dell’edificio sacro. La sua relazione ha consentito agli ospiti di comprendere il ruolo centrale svolto dalla chiesa nella crescita della comunità locale e il profondo significato che essa conserva ancora oggi nella vita dei cittadini.

Il percorso è poi proseguito all’interno della storica Torre Baronale di San Pietro Vernotico, ad accogliere la delegazione Lions è stata la sig.ra Velleda De Mariani proprietaria della struttura, che ha aperto le porte dello storico edificio raccontandone la lunga vicenda storica. I partecipanti hanno avuto l’opportunità di conoscere le origini della torre, il suo ruolo strategico nei secoli passati e l’importanza che essa continua ad assumere quale testimonianza delle radici più antiche della comunità sampietrana.

La Torre Baronale è considerata, insieme alla Chiesa di San Pietro Apostolo (situata in Piazza San Pietro), il più antico reperto monumentale della città; una antica testimonianza monumentale esistente nel paese. Intorno alla sua nascita e al primitivo Castello Baronale (inteso come una costruzione sorta intorno alla torre stessa) si sviluppano principalmente due ipotesi storiche, ovvero la prima di Origine Normanna (XI secolo), dove secondo questa tesi, la torre sarebbe stata edificata in epoca normanna — in particolare legata alla figura di Barbarossa — per scopi di avvistamento e difesa contro le incursioni saracene, analogamente ad altre strutture simili vicine alla costa. Il complesso originario era circondato da un fossato colmo d’acqua e munito di ponte levatoio (di cui oggi resta un massiccio blocco di pietra calcarea su cui poggiava). In questo periodo, secondo la tradizione, anche i Padri Basiliani trovarono rifugio nella torre per sfuggire alle incursioni di Turchi e Saraceni. Altre tesi fanno risalire la costruzione della Torre direttamente al 1380, anno in cui divenne proprietà del Vescovo (il titolo di “Barone” spettava appunto al Vescovo, diventando la torre feudo della mensa vescovile di Lecce). La data del 1380 è inoltre incisa sulla chiave della volta principale, indicando l’anno di costruzione o di una ristrutturazione.

Intorno alla torre si svilupparono nel tempo l’edilizia residenziale e amministrativa (magazzini e mulini baronali), l’edilizia residenziale ecclesiastica (come la Chiesa Madre su un lato, un tempo annessa al Castello Baronale, e la Chiesetta di San Nicola De Hispanis sull’altro, demolita nel 1937).

Ancora oggi, ogni anno, la “Vessilla” viene portata in corteo e festeggiata dalla popolazione nella domenica successiva a Pasqua con la cosiddetta “Asta della Bandiera”. La tradizione affonda le radici nella memoria storica del pericolo scampato durante le incursioni turche: secondo il racconto popolare, proprio dall’alto della torre si avvistò il pericolo e, dopo una battaglia cruenta, i Turchi furono sconfigti e costretti a ritirarsi.

Nel corso dei secoli, le successive urbanizzazioni del paese hanno modificato l’estetica della torre, interrando il fossato originario e distruggendo il ponte levatoio per fare spazio all’attuale Piazza del Popolo.

La visita culturale ha rappresentato uno dei momenti più significativi della giornata poiché ha consentito ai soci dei due Club di approfondire la conoscenza reciproca attraverso la scoperta dei luoghi simbolo della storia, della fede e dell’identità locale, trasformando il Patto di Amicizia in una concreta esperienza di condivisione culturale.

Successivamente il gruppo si è trasferito presso la Cantina Sampietrana, realtà produttiva che rappresenta uno dei principali punti di riferimento economici e sociali del territorio. Durante la visita guidata i partecipanti hanno potuto conoscere le diverse fasi del processo di lavorazione delle uve e della produzione del vino, comprendendo come la viticoltura abbia accompagnato la crescita economica di San Pietro Vernotico fin dagli albori della sua storia moderna.

La vocazione agricola del territorio, infatti, ha trovato proprio nella coltivazione della vite e nella produzione vinicola una delle sue massime espressioni. Dalla nascita nel 1952 e poi nel corso degli anni la Cantina Sampietrana è diventata un simbolo dell’eccellenza enologica pugliese, contribuendo a valorizzare il lavoro di generazioni di agricoltori e produttori locali. La spiegazione del processo produttivo ha evidenziato il forte legame tra tradizione e innovazione che caratterizza oggi il comparto vitivinicolo sampietrano.

Particolarmente gradita è stata la successiva degustazione delle eccellenze enologiche e gastronomiche del territorio, occasione durante la quale gli ospiti hanno potuto assaporare vini, prodotti tipici e specialità locali. Un momento conviviale che ha ulteriormente rafforzato il significato dell’iniziativa, fondata proprio sulla valorizzazione delle tradizioni e delle eccellenze che accomunano i due territori.

I valori alla base del Patto di Amicizia sono stati più volte richiamati nel corso della giornata: amicizia, servizio, collaborazione, valorizzazione delle eccellenze territoriali e crescita comune. Principi che i due Club hanno deciso di trasformare in un impegno concreto attraverso la promozione di futuri service condivisi, scambi culturali, iniziative sociali e progetti di sviluppo comunitario.

Momento culminante dell’incontro è stata la cerimonia ufficiale tenutasi presso sala Privè event-venue di San Pietro Vernotico, dove i presidenti Cosimo Stefanelli e Antonio Piri, insieme al Past Governatore Girolamo Tortorelli, hanno sottoscritto il Patto di Amicizia alla presenza del Consigliere del Governatore Giuseppe Cariulo, dei presidenti di zona  Giuseppa De Vitis ed Eugenio Gioffreda Chetta, soci e ospiti. La pergamena sancisce l’impegno dei due Club a mantenere e rafforzare vincoli di leale amicizia, unire le forze per promuovere iniziative condivise e contribuire alla crescita umana e sociale delle rispettive comunità nel pieno rispetto degli ideali lionistici.

La firma del documento è stata accolta da un caloroso applauso e ha segnato ufficialmente l’inizio di un percorso di collaborazione destinato a svilupparsi negli anni futuri.

Durante la cerimonia sono state anche conferite le “Appreciation” per i ruoli svolti ed i risultati raggiunti nell’a.s. 2025-’26 ad Angelo Palma, Eugenio Gioffreda Chetta, Nicola Saponaro, Antonietta De Vitis e Alessio Nisi.

Più che un semplice atto formale, il Patto di Amicizia tra il Lions Club San Pietro Vernotico e il Lions Club Galatina Galatone e Terre dell’Asso rappresenta la testimonianza concreta di come il Lionismo sappia creare ponti tra comunità diverse ma unite da valori comuni, dalla stessa cultura dell’accoglienza e dalla volontà di operare insieme a beneficio della collettività. Una giornata che ha saputo intrecciare storia, fede, cultura, tradizioni enogastronomiche e spirito di servizio, lasciando ai partecipanti la consapevolezza che, come recitava il motto dell’iniziativa,“Due Club, un Patto di Amicizia: insieme nel servizio, uniti dalle nostre radici”.

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