Venerdì 29 maggio 2026 nella prestigiosa Sala Conferenze CTE CALLIOPE, presso il Parco della Musica in Via Di Palma a Taranto, gentilmente concessa dal Dr Rodolfo Sardone, Direttore S.S. Ricerca e Innovazione ASL Taranto si è svolto il convegno dal titolo “Il Piano INA Casa nel Rione Tamburi a Taranto – Il neo realismo architettonico e le targhe in maiolica”.
Il convegno proposto e organizzato dal nostro socio Augusto Ressa, ha visto la partecipazione di illustri relatori, oltre al Dr Sardone, hanno preso la parola la Presidente APS Orizzonte Cultura 2.0 Prof.ssa Cosma Chirico, la Presidente Crest Taranto Prof.ssa Clara Cottino, e l’Assessore all’urbanistica del Comune di Taranto Ing. Giovanni Patronelli.
Il convegno, introdotto con i saluti del Presidente Alessandro Cacace seguiti da quelli del Dr Rodolfo Sardone, ha suggerito notevoli riflessioni su quello che è stato un capitolo importante della storia urbanistica e sociale di Taranto, il così detto “Piano INA-Casa nel Rione Tamburi”.
Pensato e sviluppato tra il 1949 e il 1963 per offrire lavoro e abitazioni alle famiglie italiane e contribuire alla ricostruzione del Paese dopo la devastante seconda guerra mondiale, il Piano INA-Casa rappresentò uno dei più grandi interventi di edilizia popolare della storia italiana. Ideatore di questo progetto fu il ministro Amintore Fanfani. Le case sorsero negli anni Cinquanta come simbolo di speranza e di crescita, gli edifici progettati da importanti architetti dell’epoca, come Franco Minissi, testimoniano ancora oggi una stagione di forte impegno sociale e civile.
Una volta costruito il Rione Tamburi, nato quindi prima dell’insediamento siderurgico, rappresentava un quartiere popolare vivo e ben organizzato, ricco di relazioni umane, di solidarietà e senso di appartenenza.
Spesso tra alcuni anziani si sente ancora oggi dire che il Rione Tamburi era la zona migliore di Taranto, perché nuova, posta più in alto e più arieggiata. Successivamente questo territorio ha vissuto la infelice costruzione di un enorme polo industriale posto a ridosso delle sue case da un lato e facendosi spazio tra le numerose e antiche masserie con terreni ricchi di ulivi secolari dal versante opposto. Inizia la dura convivenza di un territorio con le difficoltà ambientali e sociali legate alla vicinanza della grande industria.
Tuttavia il rione Tamburi non è soltanto simbolo di disagio. È simbolo di un territorio che cerca di affrontare le difficoltà, di adattarsi e riprendersi, di ritrovare la propria dignità.
Come Lions Club sentiamo forte la necessità e il dovere di essere vicini alle persone, promuovendo cultura e attenzione verso i bisogni della comunità. Il nostro Club è già intervenuto quest’anno tramite il service “Diabete Solidale” operando con attività di screening sulla popolazione per verificarne le condizioni di salute con consigli sull’alimentazione, ed inoltre tramite il “Progetto KAIRÒS” coinvolgendo i numerosi bambini della Parrocchia Ss Angeli Custodi, con la donazione di uova di cioccolato a Pasqua e attraverso attività culturali finalizzate alla integrazione e all’inclusione. Oltre ad aiuti economici c’è bisogno di aiuti culturali per evitare il degrado e risvegliare le coscienze.
Dobbiamo riprendere in mano la situazione, riparlare del piano INA significa creare occasioni di riscatto per il futuro, di rigenerazione urbana e tutela della salute.
Parlare oggi del Piano INA-Casa significa riscoprire la casa come simbolo di speranza, di crescita familiare e di inclusione sociale, significa riaprire una nuova stagione di forte impegno sociale e civile.
