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Il cuore del PDG "MINO" CALO' ha cessato di battere nella mattinata del 30 gennaio.

I funerali si sono svolti il 31 gennaio alle ore 15,30  nella Chiesa Madre di Mesagne.

Il cuore del PDG "MINO" CALO' ha cessato di battere nella mattinata del 30 gennaio.

 Chirurgo di fama, “Mino”, come era chiamato dagli amici, era nato a Francavilla Fontana nel 1934, ma si considerava oramai mesagnese di adozione essendo arrivato al nosocomio mesagnese giovanissimo, fresco di laurea. Il prof. Calò era ricoverato presso l’ospedale “Antonio Perrino” a seguito di un aneurisma cerebrale. Immediatamente sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, non si era mai ripreso restando in coma farmacologico per tutto il periodo del ricovero. Era in pensione da qualche anno dopo aver diretto il reparto di chirurgia dell’ospedale di Mesagne e, successivamente, quello di Brindisi. 

Sempre impegnato nel sociale, il prof. Calò aveva fondato assieme a 23 amici nel 1982 il Lions club di Mesagne. Era stato governatore del distretto azzurro 108 A che andava da Imola a Santa Maria di Leuca. Attualmente era “Past Governatore”, componente della consulta dei governatori, gli erano stati affidati incarichi di prestigio all’interno del distretto.

Aveva fondato l’associazione Ant di Mesagne, e aveva ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio al comune di Mesagne.

Nonostante si considerasse oramai mesagnese, era rimasto legato alla “nativa” Francavilla Fontana ed aveva accettato di far parte di una storica congregazione religiosa e di ricoprire il ruolo di presidente della banda musicale.   

Con Mino Calò se ne va un grande uomo che durante la sua vita di medico, che sentiva come una vocazione, ha salvato tante vite.

Grazie ai suoi interventi chirurgici, che spesso furono al limite, molta gente ha potuto vivere.  

Lascia un vuoto incolmabile in coloro che non  dimenticheranno l’uomo e il medico che ha sempre svolto la sua missione con la passione ed alta professionalità. Un chirurgo instancabile, capace di restare in sala operatoria anche ai limiti delle proprie forze fisiche.

Un esempio, un simbolo, uomo di grandi valori ed intelligenza. Un uomo che anteponeva la vita alla burocrazia: quasi un miraggio di questi tempi; sempre disponibile, sapeva utilizzare un linguaggio sempre comprensibile. Sempre disponibile con tutti, di qualsiasi ceto sociale e politico, che ha sempre accolto con il suo solito sorriso e con uno scambio di battute. E’ stato un punto di riferimento sicuro per tanti.  
Attorno alla moglie signora Bianca, ai figli Giangabriele e Marialba, entrambi medici, si è stretta tutta la città. In una Chiesa affollatissima, tantissimi sono stati i Lions con in testa il Governatore Distrettuale, Licia Bitritto Polignano, che si sono portati per rendergli l’estremo saluto.
 
Ci ha lasciati un grande uomo dotato di un grande carisma, serio e stimato che aveva estrema fiducia nei giovani, li amava, vedeva in loro il cambiamento e spesso ha fatto un passo indietro per mettere in evidenza loro, i giovani.

La morte non allontana Mino Calò. Rimarrà sempre la sua opera e il compito di tenere vivo il suo insegnamento. Sarà impegno delle future generazioni non disperdere nulla di quanto ha trasmesso e di quanto ha lasciato cercando di far rendere al massimo questa preziosa eredità.

 

 

 
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